Piano Regionale 2008-2010 per la promozione della sicurezza e
salute negli ambienti di lavoro
Le osservazioni di Apilombarda
Dopo la
presentazione agli Stati Generali del 11 dicembre 2007 alla
presenza del Governatore della Regione Formigoni della bozza del
piano, giovedì 24 gennaio u.s. si è tenuta l’ultima seduta del
tavolo tecnico della Segreteria del Patto per lo Sviluppo utile
per raccogliere le osservazioni del partenariato
economico-sociale della Lombardia e per definire il documento.
Apilombarda ha presentato le proprie riflessioni, giudicando
questo Piano Regionale un buon percorso per mettere in pratica
le giuste sinergie fra istituzioni, aziende e lavoratori per
garantire l’incolumità di questi ultimi, costruendo un impianto
che dimostra una seria e coscienziosa presa d’atto
dell’importanza del tema.
Apilombarda ha dato quindi un giudizio positivo sul documento
che passerà in Consiglio Regionale, dichiarandosi soddisfatta
soprattutto delle osservazioni avanzate che hanno riconosciuto
le “PMI come Settore nella loro globalità. Infatti i
problemi inerenti alla gestione della Sicurezza sono trasversali
e comuni nelle PMI e per questa ragione la dimensionalità
diventa fattore fondamentale come caratterizzazione delle
imprese” e del passaggio sulla “centralità del
soggetto azienda negli interventi di progetto”.
Altri accorgimenti recepiti nel documento si riferiscono in
generale “alla semplificazione” e
“all’assistenza che deve essere svolta nei confronti delle
piccole e medie imprese privilegiando il supporto alle
associazioni di categoria".
Ha ricordato che questo Piano Regionale
è in linea con la strategia comunitaria per il quinquennio
2007-2012, con la previsione di una riduzione pari almeno al 25%
degli infortuni sul lavoro e che il mondo della piccola e media
industria rappresentato ha contribuito e contribuirà sempre più
agli obiettivi dichiarati e condivisi sull’andamento
infortunistico, con un impegno che ha prodotto un trend di
riduzione pari al 13% in termini assoluti e del 18% se
rapportati a livello occupazionale.
Ha evidenziato come le normative sulla sicurezza sono ancora
disarticolate, spesso imposte più che condivise, con paradossali
sovrapposizioni legislative e difficilmente applicabili. A volte
i controlli risultano totalmente inadeguati.
Ha ricordato che ora ci attende un percorso che ci si augura,
così come la CONFAPI sta portando avanti nell’analisi della
Legge 123/2007, veda l’azienda, il datore di lavoro, posto al
centro dell’organizzazione aziendale per l’individuazione delle
criticità e la determinazione delle misure di prevenzione da
adottare, sulla base delle specificità del relativo sistema
produttivo tipico del sistema delle PMI.
Per questo motivo ha ricordato che la politica legislativa non
deve essere più repressiva ma premiale, inducendo tutte le
aziende a investire in sicurezza valorizzando il binomio
sicurezza del lavoro-PMI; ha auspicato una seria
programmazione sui controlli ispettivi (spesso rigidi ed
incapaci di comprendere le specificità organizzative e
produttive delle PMI) per evitare che siano sempre le stesse
aziende serie ed organizzate a riceverli; ha auspicato una
spinta sempre più accelerata della semplificazione
sull’intero sistema organizzativo per la prevenzione.
Per tutte queste le ragioni Apilombarda si attende che vi sia un
vero raccordo fra il livello centrale e quello periferico in
grado di comprendere la specificità del sistema PMI e crede che
sia condivisibile il giusto compromesso, che si evince dal Piano
Regionale della Lombardia, fra i settori dove il problema
realmente sussiste e le iniziative atte a favorire azioni
formative e di finanziamento.
Gradirebbe che Regione Lombardia, nella sua classificazione
delle aziende virtuose tenesse presente anche nella valutazione
dei fornitori, oltre il criterio oggettivo della sicurezza,
anche quello della sicurezza del prodotto qualitativamente
elevato offerto dal nostro tessuto nazionale e non soltanto,
eventualmente, il criterio di valutazione quantitativo basato
sul prezzo.
Si accetta quindi la classificazione ma nel contempo si chiede
anche una valutazione sulla provenienza dei prodotti, prodotti
che devono rispettare le normative UE.
In riferimento al ruolo delle Aziende Sanitarie Locali
Apilombarda ha auspicato una collaborazione con il mondo delle
aziende volto a perseguire uno scopo riabilitativo e non
sanzionatorio-repressivo al fine di innescare un percorso di
miglioramento continuo della salute e sicurezza aziendale.
In chiusura ha poi segnalato due aspetti.
Il primo legato alla necessità da parte di Regione Lombardia di
mettere in campo risorse proprie finanziando bandi specifici per
le PMI inerenti la diffusione dei sistemi di Gestione della
Sicurezza e la produzione di materiale informativo/formativo per
il personale extracomunitario impiegato nelle aziende. Infatti
la sola risorsa legata alla possibilità della riduzione dei
tassi INAL è insufficiente, in quanto le PMI per loro natura
hanno un numero basso di dipendenti ed i benefici che avrebbero
a fronte degli investimenti non sono sufficienti a giustificare
gli stessi per implementare sistemi di gestione e controllo.
Il secondo legato all’auspicio e di forte impatto, anche
rispetto al giusto risalto che ne è stato offerto, che Regione
Lombardia riuscisse ad ottenere ulteriori sconti del tasso
INAIL, attraverso uno sforzo sostanziale in grado di qualificare
ancora di più e realmente il lavoro della Regione stessa ma
anche delle imprese che in questa Regione producono e si
impegnano per essere aziende virtuose.
Considerazioni espresse da Apilombarda durante l’audizione che
si è tenuta mercoledì 11 luglio 2007
L’importante documento in
discussione, che dovrà tracciare la linea politica ed operativa
della Regione, significativamente già dal prossimo anno sino a
traguardare questa legislatura, è in linea generale un documento
condivisibile da parte di Apilombarda ed è in linea con quanto
già espresso in modo positivo dalla nostra Federazione regionale
rispetto alla legge regionale 1/2007 sulla Competitività che si
ritrova in molti passaggi.
E’ evidente che un’analisi più approfondita sarà possibile
quando verrà delineata la parte legata alla programmazione
economica con le risorse destinate ai vari settori. Sarebbe
auspicabile, per Apilombarda, come modus operandi, avere una
comparazione fra le tabelle dei DPEFR precedenti e quello di
volta in volta in discussione.
Per quanto concerne le sei aree individuate nel Documento di
Programmazione Apilombarda ha evidenziato fra i molti che
riscuotono vivo interesse, sei punti fondamentali.
1) Statuto Regionale
La ripresa dei lavori riguardanti la stesura e l’approvazione
dello Statuto regionale, dopo un lungo periodo di stasi, non
possono che trovare la condivisione di Apilombarda.
Come si è già avuto modo di sottolineare nella precedente
presentazione del DPEFR 2007-09 deve essere concepito uno
Statuto che dovrà essere fondato non solo sulla rilevanza
quantitativa, ma soprattutto sulla specificità qualitativa degli
interessi rappresentati. Tale processo permetterà di cogliere,
interfacciare sempre meglio, e in modo auspicabile, governare i
fenomeni di nuova aggregazione sociale.
L’attenzione dovuta è insita nella specificità e pluralità
conseguente delle rappresentanze, vera fonte di stimolo ad un
processo di miglioramento, naturalmente sganciato da logiche che
utilizzino un inesistente potere di veto come metodo di
esercizio del potere.
In questo contesto il tavolo del Patto per lo Sviluppo può
svolgere un ruolo di grande importanza e di grande sintesi degli
interessi ivi rappresentati.
2) L’importanza del raccordo con la Programmazione
Comunitaria 2007-2013.
E’ di tutta evidenza la necessità di muoversi in sintonia con la
Regione e con l’intero sistema economico e sociale della Regione
per cercare di addivenire alla maggiore richiesta possibile di
risorse alla luce di un fondo nazionale per l’industria
depotenziato e alla luce di un taglio di circa il 30% delle
risorse. A questo proposito Apilombarda ha richiesto la
costituzione di tavoli tematici sul tema e l’aggiornamento
continuo di tutti gli attori coinvolti.
3) I processi di aggregazione (tema dei Confidi)
Apilombarda ha segnalato l’importanza di favorire strumenti che
prevedano il riconoscimento ed il rilascio di garanzie per
facilitare l’accesso al credito delle imprese in vista
dell’ormai imminente entrata in vigore degli accordi di Basilea
2 e ha fatto una forte sottolineatura sul tema dell’agevolazione
della fusione dei Confidi.
Di conseguenza a fronte dell’evoluzione del mondo dei Confidi è
fondamentale che venga sviluppata una vera e propria strategia
lombarda delle garanzie di cui Federfidi dovrà essere il
principale attuatore.
4) Mercato del lavoro/Istruzione/Educazione/Formazione
Per quanto concerne le tematiche legate al lavoro Apilombarda ha
segnalato l’importanza, ripresa nel DPEFR, delle azioni di
politiche attive riguardo allo Sviluppo dell’Apprendistato.
Per quanto concerne invece l’area
Istruzione/Educazione/Formazione i concetti di RETE ed
ORGANICITA’ devono per Apilombarda trovare sempre spazio
all’interno dei documenti programmatici della Regione. Ormai è
acquisito il ruolo che le parti sociali, ed in particolare le
Associazioni di Impresa, rivestono nell’ambito delle politiche
Formative e dell’Istruzione.
Altra sottolineatura è quella dedicata all’esperienza dei Poli
Formativi. Non va infatti disperso il patrimonio di tutte quelle
buone prassi che le nostre associazioni territoriali hanno
sviluppato in questi anni nella relazione con le Province ed i
singoli istituti scolastici: I Poli, riprendendo quanto
enunciato nelle Linee di indirizzo per l’offerta formativa
2005-2006 che la Regione ha emanato a luglio 2005, ripartono dal
concetto di Distretto Formativo quale innovativo strumento per
il consolidamento del modello di integrazione.
E’ stato inoltre proposto di monitorare e porre a sistema anche
le buone prassi messe a punto durante le sperimentazioni
dell’Alternanza scuola lavoro.
Infine, riprendendo quanto già dichiarato da Apilombarda nei
mesi scorsi, si è evidenziato il percorso di raccordo con i
Fondi Interprofessionali come soggetti che per la loro
caratterizzazione bilaterale (Datoriale e sindacale), possono
intervenire positivamente nella fase di programmazione e di
indirizzo degli interventi promossi nell’ottica di una
integrazione tra lavoro e formazione
5) Energia/Ambiente/Infrastrutture
Per ciò che concerne il tema dell’energia Apilombarda ha
proposto di prevedere sistemi di incentivo e di finanziamento
per lo sviluppo della cultura al risparmio energetico nelle
imprese soprattutto per le PMI.
Va indirizzata l’impresa verso il risparmio incentivando l’uso
di consulenze specifiche (analisi consumi, valutazione nuove
tecnologie per il risparmio ecc.). Per l'azienda diventa
fondamentale acquisire una propria "coscienza energetica",
attraverso:
la conoscenza dettagliata dei propri fabbisogni energetici;
la razionalizzazione dei consumi;
l'ottimizzazione degli approvvigionamenti;
Per quanto concerne le tematiche ambientali riguardanti le PMI
il DPEFR 2008-2010 per Apilombarda dovrebbe contenere interventi
di appoggio riguardanti:
forme di finanziamento per CHECK-UP aziendali per
l'ottimizzazione delle risorse energetiche;
come già attuato da interventi ministeriali, favorire la
sostituzione di vecchi motori elettrici, o l'acquisto di gli
strumenti che permettano una riduzione dei consumi ( es.
inverter) e il relativo monitoraggio;
promuovere le certificazioni Ambientali ISO 14001 e
Regolamento EMAS nelle PMI
Per chiudere questo punto è stata segnalata tout court
l’importanza del tema infrastrutturale.
E’ essenziale per il mondo produttivo, ma a maggiore ragione per
l’intero sistema regionale, che alla fase lunga dello studio
delle grandi infrastrutture prioritarie, seguano tempi certi
nella realizzazione e nel rispetto delle scadenze. Le aree e le
opere inserite nel DPEFR non possono che essere condivisione. Su
questo tema, per Apilombarda, ci si gioca molto della
competitività del sistema lombardo e del sistema
produttivo/lavorativo delle nostre imprese.
Apilombarda non ha poi dimenticato l’importanza delle
infrastrutture informatiche dove va inserimento con più forza il
tema del digital divide che nel documento appare descritto
ancora in una forma eccessivamente sintetica.
Questo dovrebbe venire incontro a due esigenze:
1. più competitività alle PMI che non possono accedere alla
banda larga;
2. portare a compimento la digitalizzazione per la cittadinanza
tout court
nel rapporto con il pubblico.
In questo contesto il progetto wirelles sperimentato con
successo in grandi città europee e statunitensi dovrebbe essere
governata da un Ente regionale dedicato al fine di rendere
questa possibilità accessibile a tutti, gratuita, e slegata da
logiche di interessi meramente commerciali visto che le imprese
e le famiglie italiane pagano i costi più alti in Europa per la
banda larga.
6) Raccordo DPEFR/Accordo Unioncamere- Regione Lombardia
Apilombarda ha infine segnalato l’importanza di un continuo
raccordo fra questi due significativi strumenti a favore del
mondo economico e sociale della Regione, nell’ottica di
ottimizzare sempre di più l’utilizzo delle risorse ed ottenere
significativi risultati soprattutto nelle aree
dell’internazionalizzazione e dell’innovazione, evitando così di
dare vita ad inutili doppioni.
Apprendistato Professionalizzante: accordo Apilombarda-CGIL,
CISL e UIL Lombardia
Lunedì 16 aprile u.s. è
stato siglato da Apilombarda e Cigl, Cisl e Uil Lombardia
l’accordo per la “sperimentazione di progetti per la formazione
connessa con i contratti di apprendistato professionalizzante”.
L’intesa prende origine dalle esperienze di formazione per
apprendisti che a livello bilaterale sono state realizzate negli
anni passati in Lombardia e, in attuazione della riforma avviata
con il D.L 276/2003, mette le basi per offrire agli apprendisti
e alle aziende che li hanno assunti, un’occasione di formazione
professionalizzante pienamente rispondente alle caratteristiche
e alle esigenze delle PMI.
Nello specifico i progetti predisposti ai diversi livelli
territoriali potranno prevedere:
• Formazione formale interamente svolta fuori dall’azienda con
il supporto di qualificati enti di formazione;
• Iniziative formative realizzate all’interno di quelle aziende
che hanno un’adeguata capacità formativa;
• Percorsi formativi integrati attuati in parte presso enti di
formazione accreditati e in parte nell’azienda stessa, in
particolare per gli aspetti più legati ai processi aziendali;
• La preparazione dei tutor aziendali che rappresentano la
figura chiave per la buona riuscita della formazione degli
apprendisti e il supporto alle PMI per l’adempimento di tutte le
procedure necessarie per l’adempimento dell’obbligo formativo.
Apilombarda e i sindacati regionali si sono inoltre impegnati ad
elaborare modelli di formazione e percorsi che valorizzando le
buone prassi sperimentate consentano di raggiungere gli
obiettivi formativi e l’acquisizione delle competenze previste
dai profili professionali.
L’intesa prevede inoltre che i risultati che saranno raggiunti
dal progetto verranno messi a disposizione del sistema formativo
lombardo e pertanto verrà chiesto alla regione Lombardia di far
rientrare le azioni che saranno realizzate fra le iniziative
sperimentali che l’assessorato Istruzione e Lavoro promuove ,
anche in relazione alle risorse stanziate per l’apprendistato
dal Ministero del Lavoro.
DPEF 2007-2009 Regione Lombardia
Premessa
Nell'audizione del 12
luglio u.s. presso la 1a Commissione Programmazione e Bilancio
del Consiglio regionale, Apilombarda ha espresso le prime
osservazioni al documento predisposto dalla Giunta Regionale.
L’importante elaborato in discussione, che dovrà tracciare la
linea politica ed operativa della Regione, significativamente
già dal prossimo anno, è in linea generale un documento
condivisibile ed è in sintonia con quanto già espresso in modo
positivo dalla nostra Federazione rispetto al PDL Competitività.
Così come sono condivisibili le priorità che la Regione
individua come peculiari: Competitività e Welfare.
Queste due linee dovranno essere perseguite mediante due
condizioni: Sicurezza e Sostenibilità. Apilombarda
ha preso atto anche della oggettiva difficoltà di stilare il
documento in un periodo nel quale ancora non si aveva conoscenza
degli esiti del referendum confermativo e del DPEF nazionale.
E’ evidente, si è sottolineato, che un’analisi più approfondita
andrà fatta quando si sarà delineata la parte legata alla
programmazione economica con le risorse destinate ai vari
settori.
Apilombarda, prima di analizzare i punti più significativi del
Dpefr, ha voluto evidenziare l'importanza dello Statuto
Regionale, condividendo il pensiero del neo Presidente del
Consiglio regionale Albertoni il quale si è posto l'obiettivo di
approvare lo Statuto entro il 2007. Uno Statuto che secondo
Apilombarda dovrà essere fondato non solo sulla rilevanza
quantitativa, ma soprattutto sulla specificità qualitativa degli
interessi rappresentati. Tale processo permetterà di cogliere,
interfacciare sempre meglio, e in modo auspicabile, governare i
fenomeni di nuova aggregazione sociale.
L’attenzione dovuta è insita nella specificità e pluralità
conseguente delle rappresentanze, vera fonte di stimolo ad un
processo di miglioramento, naturalmente sganciato da logiche che
utilizzino un inesistente potere di veto come metodo di
esercizio del potere.
In questo contesto il tavolo del Patto per lo Sviluppo può
svolgere un ruolo di grande importanza.
Considerazioni
Ecco gli otto punti segnalati come prioritari da Apilombarda
1. L’importanza della Programmazione Comunitaria 2007-2013
Bisogna assolutamente
muoversi in sintonia con Regione Lombardia per cercare di
addivenire alla maggiore richiesta possibile di risorse alla
luce di un fondo nazionale per l’industria depotenziato o
praticamente mancante, e alla luce di un taglio di circa il 30%
delle risorse che la UE assegnerà all’Italia. Fondamentali
saranno i tavoli tematici sul tema e l’aggiornamento per tutti
gli attori coinvolti.
Fondi Strutturali:
diventa importantissimo il
lavoro di raccordo della Regione Lombardia, delle parti sociali
ed economiche nel ridisegnare le priorità dell’Obiettivo 2
in un quadro che dovrebbe registrare, per la nostra Regione, un
taglio delle risorse pari al 40-50%. Diventa importante il
documento strategico nazionale che la Regione Lombardia dovrà
discutere con le parti rappresentative degli interessi della
Regione e con le altre Regioni del centro-nord.
2. I processi di aggregazione (tema dei Confidi)
Apilombarda evidenzia
l’importanza nel favorire strumenti che prevedano il
riconoscimento ed il rilascio di garanzie per facilitare
l’accesso al credito delle imprese in vista dell’ormai imminente
entrata in vigore degli accordi di Basilea 2 e una forte
sottolineatura sul tema dell’agevolazione della fusione dei
Confidi. A questo riguardo sarebbe opportuno:
prevedere che all'interno dell'Accordo di Programma, oppure
come ulteriori bandi della Legge Regionale 35/96, continui la
contribuzione a Fondo Rischi per i Confidi;
indicare alla Regione di indirizzare, dal 2007, l'intervento
ai soli Confidi con operatività pluriprovinciale nella Regione
Lombardia (ad es. operativi in almeno 5 province della
Lombardia). Ciò sarebbe in linea con quanto nei piani regionali,
e cioè di favorire l'aggregazione tra Confidi. Se questo è stato
l’anno delle risorse destinate alle aggregazioni, dall'anno
prossimo è opportuno che ci siano ancora stanziamenti ai
Confidi, limitati però a quelli che avranno raggiunto una
adeguata dimensione pluri-provinciale;
aprire un tavolo di lavoro per i criteri di assegnazione e
ripartizione delle risorse.
3. Progetti di Legge legati al Mercato del Lavoro e
all’Istruzione/Educazione/Formazione
Mercato del lavoro
Il tema viene affrontato in tre paragrafi.
Nella sostanza si rimanda alla definizione e completamento della
riforma della Legge sul Mercato del Lavoro, di cui si è
ampiamente discusso tra le parti sociali e che dopo un lungo
percorso dovrebbe essere giunta ad un stesura condivisa.
Il “famoso” PDL Mercato del Lavoro è visto nel DPEFR quale
strumento regolatore degli assetti istituzionali e di governo
del mercato del lavoro lombardo, dei numerosi istituti, nuovi o
rinnovati (accreditamento, autorizzazione, apprendistato,
integrazione pubblico privato, collocamento obbligatorio, ecc.),
degli strumenti programmatori e di governance, delle forme del
coinvolgimento delle parti sociali e degli enti locali, nonché
delle politiche attive del lavoro in connessione con le
politiche educative di istruzione e formazione.
L' obiettivo è molto ampio e definitivo. Sebbene siano state
definite in senso positivo le sedi e i ruoli della concertazione
e l’integrazione dei servizi pubblici e privati
(accreditamento), mancano ancora elementi importanti quali la
disciplina dell’apprendistato.
Ancora di difficile comprensione resta la connessione
delle politiche attive del lavoro con il “nuovo” sistema di
politiche educative di istruzione e formazione.
L’altro capitolo affrontato concerne le azioni a sostegno
dell’occupazione e di prevenzione della disoccupazione.
Le tematiche elencate a riguardo sono assolutamente
condivisibili; paiono però ancora generiche e non si ravvisa la
necessaria interconnessione con le Province.
Un elemento positivo è quanto definito al paragrafo
“Integrazione sociale e lavorativa e lotta alla disparità”
in cui la promozione di
pari opportunità per tutti di accesso al mercato del lavoro sarà
oggetto di interventi in stretta collaborazione istituzionale
con le Province e con il pieno coinvolgimento delle parti
sociali. Le azioni saranno volte in particolare a sostenere
l’integrazione sociale e lavorative delle fasce deboli, nonché
l’occupabilità femminile.
Istruzione/Educazione/Formazione
I concetti di RETE ed
ORGANICITA’ più volte espressi nel Dpefr non possono che trovare
Apilombarda concorde: l’ormai acquisito ruolo che le parti
sociali, ed in particolare le Associazioni di Impresa, rivestono
nell’ambito delle politiche Formative e dell’Istruzione sta
diventando sempre più evidente ad ogni livello.
Cogliendo quanto la Regione sta proponendo da tempo, riteniamo
sia arrivato il momento di fare uno scatto in avanti in termini
di proposte concrete. Il PDL Sistemi Educativi
riveste un ruolo centrale in questa ottica, in quanto metterà
ordine su una serie di partite fondamentali per la vita delle
imprese, non ultima la questione relativa all’apprendistato.
Date queste premesse appare imprescindibile un esame congiunto
del PDL per creare un quadro normativo e di indirizzo che tenga
conto del concetto di rete in una visione organica sia dal punto
di vista normativo che dal punto di vista attuativo.
Non va disperso il
patrimonio di tutte quelle buone prassi che le nostre
associazioni territoriali hanno sviluppato in questi anni nella
relazione con le Province ed i singoli istituti scolastici:
alcune di esse sono maturate e si stanno sviluppando
nell’esperienza dei Poli Formativi, strumento che appare
corretto ma che necessita di essere messo alla prova dei fatti.
I Poli, riprendendo quanto enunciato nelle Linee di indirizzo
per l’offerta formativa 2005-2006 che la Regione ha emanato a
luglio 2005, ripartono dal concetto di Distretto Formativo quale
innovativo strumento per il consolidamento del modello di
integrazione.
Inoltre Apilombarda propone di monitorare e porre a
sistema anche le buone prassi messe a punto durante le
sperimentazioni dell’Alternanza scuola lavoro, ambito attivo di
co-progettazione formativa che vede coinvolti il mondo
dell’istruzione, il mondo del lavoro e vari attori fondamentali
a livello socio economico (Camere di commercio, Province, …)
Va rimarcato il ruolo che ha l’impresa in quanto soggetto
formativo che co-progetta, con gli enti preposti, i percorsi e
li indirizza verso una loro reale rispondenza alle esigenze del
mondo lavorativo (sia manifatturiero che di servizio).
Questo ruolo Apilombarda è
pronta svolgerlo ai diversi livelli regionale e provinciale per
l’individuazione delle esigenze formative e la localizzazione
dei servizi.
Il sistema educativo va reso attrattivo verso i giovani in tutte
le sue componenti, siano essi i licei o l’istruzione
professionale e tecnica: è necessario, per salvaguardare il
patrimonio costituito dal nostro tessuto imprenditoriale, che si
sviluppino serie azioni di orientamento e stimolo anche verso il
settore manifatturiero. Abbiamo validi Istituti tecnici su tutto
il territorio lombardo; le aziende richiedono personale ma
spesso non lo trovano perchè i giovani si avvicinano
all’Istruzione tecnica con pregiudizi culturali e con molta
approssimazione.
Da questo punto di vista appare necessario creare un serio
sistema di orientamento a 360°, rivalutando le esperienze messe
a punto in questi anni sui vari territori.
Questa opera di raccordo e rete va resa poi organica con
l’offerta di Formazione Superiore che si intende mettere in
atto: la Regione, attraverso il sistema di ampio monitoraggio a
cui sta pensando, è sicuramente in grado di esperire questa
funzione di programmazione delle politiche formative. Su questa
partita il sistema delle Api della Lombardia è pronto ad
esprimere il suo parere e a collaborare in maniera concreta.
Apilombarda concorda con quanto espresso in termini di sviluppo
di un sistema educativo di istruzione e formazione di qualità e
rimarca la necessità di avviare una sempre più incisiva opera di
formazione ai formatori, in quanto essi sono il fulcro su cui
poggia il successo o meno degli interventi formativi.
Apilombarda ribadisce che quando si parla di sistema educativo
va tenuto conto che parliamo di un sistema che accompagna il
cittadino ed il lavoratore lungo tutto l’arco della vita, quindi
bisogna tenere in considerazione gli aspetti relativi
sicuramente all’istruzione, ma anche quelli riguardanti la
formazione continua e permanente. Da questo punto di vista ci
sembra importante quanto enunciato dalla Regione e cioè la
necessità di favorire la connessione tra ricerca accademica e
ricerca applicata, al fine di rafforzare la competitività del
sistema produttivo lombardo attraverso una sinergia virtuosa tra
gli operatori dei vari sistemi.
Riprendendo quanto già intrapreso nei mesi scorsi ci sembra
utile proseguire un percorso di raccordo con i Fondi
Interprofessionali come soggetti che per la loro
caratterizzazione bilaterale (datoriale e sindacale), possono
intervenire positivamente nella fase di programmazione e di
indirizzo degli interventi promossi nell’ottica di una
integrazione tra lavoro e formazione.
4. Internazionalizzazione
La tematica della
internazionalizzazione è forse divenuta la chiave di volta per
lo sviluppo anche della nostra economia, particolarmente per
quella lombarda in quanto “locomotiva “ di tutto il sistema
Paese.
Nel contesto generale, la piccola e media industria lombarda
rappresenta un punto di forza.
Condivisibile è dunque la scelta operata nel Programma Regionale
di Sviluppo, allorché individua le linee prioritarie a favore
della internazionalizzazione.
Andrebbero tenuti presenti
almeno quattro punti base e cioè
una normativa che razionalizzi gli interventi, che eviti
le sovrapposizioni e sia più attenta alle esigenze delle PMI;
una tipologia produttiva – promozionale di prodotti ad alto
contenuto tecnologico –attraverso il coinvolgimento delle
Università
Un esempio premiante in questo campo è quello dei parchi
scientifico- tecnologici che all’estero hanno grande importanza.
le fiere e le missioni di imprenditori.
Non va trascurata la possibilità di interventi idonei ad
agevolare la partecipazione alle manifestazioni fieristiche a
favore delle PMI. La Regione può svolgere un ruolo di definitore
di regole comuni e di garante nel rispetto delle pari
opportunità.
Con favore viene vista da questo punto la sottoscrizione dell’
Accordo di Programma con il Sistema Camerale.
potenziamento e maggiore sinergia dei punti operativi
all’estero.
Dalla bozza del documento in questione, emerge una lunga serie
di Paesi verso i quali indirizzare le attività internazionali.
In verità una lunga serie di aree e di Paesi appare dispersiva
di risorse e di iniziative.
Sarebbe più produttivo, forse, mirare solo alcuni Paesi ed
alcune aree, che ad una attenta analisi, (delle varie “antenne “
e delle varie Istituzioni all’estero ), assicurino una maggiore
permeabilità di quei mercati ai prodotti italiani ed alle altre
iniziative dei nostri operatori. Oltretutto, per un efficace
intervento promozionale, presupposto è il collegamento con una
politica industriale che tenga conto dei vincoli determinati
dalla dimensione strutturale delle piccole e medie imprese.
Si concorda certamente con le indicazioni emerse dai lavori
della Task Force del Tavolo dell’Internazionalizzazione, in
particolare la ricerca di personale qualificato da dedicare allo
sviluppo dei mercati esteri: la distribuzione e le aggregazioni
di impresa in un’ottica di produzioni complementari.
5. Energia/Rifiuti/Sviluppo Sostenibile
In generale pare che il
documento trascuri il settore industriale ed in particolare
quello produttivo/manifatturiero delle PMI.
Complessivamente sono previsti interventi ed agevolazioni che
riguardano gli enti, le istituzioni, le municipalizzate ( vedi
energia), ma trascurano nel complesso il mondo produttivo.
Per questo Apilombarda ritiene che il tiro vada aggiustato
inserendo interventi che riguardino in maniera più mirata il
mondo delle PMI.
Fonti Energetiche
Il risparmio energetico e
la razionalizzazione dei consumi, sono conseguibili
principalmente attraverso un’adeguata e capillare
sensibilizzazione degli operatori. La crescita incontrollata dei
consumi energetici, connessi all’emergere di nuovi bisogni e
servizi della collettività e delle piccole e medie imprese e la
conseguente situazione di crisi strutturale del sistema
energetico nazionale, hanno assunto connotati sempre più
preoccupanti sia in termini ambientali, sia in termini di
rincaro delle bollette energetiche, risultando uno dei
principali ostacoli alla crescita e allo sviluppo economico
delle PMI lombarde. Una oculata gestione energetica nei siti
produttivi consente significativi risparmi (orientativamente >
10%), il cui valore economico è tanto maggiore quanto più è
“disottimizzato” l’assetto di partenza, con benefiche ricadute
sul bilancio energetico regionale, generando nel contempo un
collaterale incremento di attività professionali avanzate.
Andrebbero previsti sistemi di incentivo e di
finanziamento per lo sviluppo della cultura al risparmio
energetico nelle imprese soprattutto per le PMI. Va indirizzata
l’impresa verso il risparmio incentivando l’uso di consulenze
specifiche (analisi consumi, valutazione nuove tecnologie per il
risparmio ecc.). Per l'azienda diventa fondamentale
acquisire una propria "coscienza energetica", attraverso:
la conoscenza dettagliata dei propri fabbisogni energetici;
la razionalizzazione dei consumi;
l'ottimizzazione degli approvvigionamenti;
Vanno incentivati gli investimenti in sistemi di monitoraggio
e gestione dei consumi energetici (sistemi di telelettura,
gestione carichi ecc.).
Rifiuti/Sviluppo sostenibile
E’ indispensabile che i
programmi che mirano alla sostenibilità ambientale si coniughino
con le reali esigenze di sviluppo delle economie e dei territori
e con livelli adeguati di competitività dei sistemi.
Di fronte alla complessità dei principali problemi legati
all'inquinamento dell'ambiente occorre che tutte le innovazioni
gestionali e tecnico-scientifiche, siano rese disponibili, al
maggior numero possibile di utenti.
L’adozione di sistemi di ecogestione da parte di un numero
rilevante di aziende e la loro certificazione secondo standard
internazionali ed europei, rappresenta un elemento importante di
questa strategia tesa a coniugare lo sviluppo con la protezione
dell'ambiente.
I sistemi di gestione ambientale sono ormai diventati un
elemento distintivo delle imprese che puntano a ricoprire un
ruolo di rilievo nello scenario competitivo nazionale ed
internazionale, anche perché la loro stessa natura li rende
verificabili da parte di soggetti terzi indipendenti e idonei a
stimolare il miglioramento continuo delle performance ambientali
e produttive.
Occorre incentivare la diffusione e la certificazione dei
sistemi di gestione ambientale, a tutti i livelli territoriali e
soprattutto nelle PMI, in questo modo sarà possibile assicurare
la competitività del sistema Paese rispettando i criteri di
sviluppo definiti dalla politica europea.
L’attuazione e la certificazione di un sistema di gestione
ambientale rappresentano un impegno complesso da parte delle
imprese, in termini di risorse umane, organizzative, tecniche ed
economiche.
Il sistema delle PMI deve essere aiutato a svilupparsi
dimensionalmente e culturalmente e lo sforzo che i loro
rappresentanti stanno compiendo in questa direzione deve essere
opportunamente sostenuto dalle Istituzioni.
Le PMI, per la loro struttura ed organizzazione, non hanno
risorse umane, economiche e conoscitive pari a quelle possedute
dalle imprese di maggiori dimensioni. In esse, proprio per la
flessibilità del sistema, non si prevedono ruoli e competenze
articolati e definiti come nella grande industria. Diversi sono
i criteri dell'articolazione organizzativa. Per superare questi
ostacoli, occorre che le Istituzioni perseguano precisi
obiettivi e pongano in essere adeguati strumenti per favorire il
reale inserimento delle PMI nella strategia di sviluppo
sostenibile, valorizzarne il ruolo, garantirne l'indispensabile
crescita.
Nell’ambito regionale, per il nostro sistema, andrebbero di
conseguenza previsti i seguenti interventi:
Campagne promozionali informative a livello nazionale e
regionale rivolte alle imprese, al fine di aumentare la
conoscenza della certificazione ambientale, indicando i benefici
che le imprese possono trarre dalla loro adozione e dal reale
contributo che possono dare ad un'efficace politica di sviluppo
sostenibile;
Finanziare tavoli di lavoro che coinvolgano i
legislatori (Regione), gli amministratori (Province e Comuni),
le associazioni di Categoria e le autorità di controllo al fine
di creare protocolli d’intesa per facilitare le imprese
interessate ai sistemi di gestione ambientale ad intraprendere
questo percorso e, soprattutto, per riconoscere il valore
aggiunto che le certificazioni portano anche sul versante di una
maggiore garanzia per la protezione dell'ambiente;
Finanziare attraverso dei bandi i costi di consulenza
necessari per l’introduzione dei sistemi di gestione ambientale
al fine di favorire, nei prossimi tre anni, il maggior numero di
imprese nell’adozione dei sistemi di gestione ambientale e nella
loro certificazione secondo i modelli UNI EN ISO 14001 ed EMAS,
nell’acquisizione della certificazione ambientale di prodotto
ECOLABEL e del marchio nazionale di qualità ecologica.
6. Semplificazione Amministrativa/Sgravi fiscali
Apilombarda ha segnalato
l'assoluta necessità di arrivare ad uno snellimento delle
procedure di accesso alle agevolazioni e ad una rapidità di
risposta da parte degli organi regionali. Il numero degli
adempimenti burocratici comporta per tutte le imprese,
soprattutto per quelle piccole e medie, ma anche per i singoli
cittadini, costi elevati, minore efficienza e riduzione della
loro capacità competitiva. Semplificare non costa niente, fa
risparmiare le imprese e aiuta la fiducia. Diventa strategico il
ruolo della Regione nella sua opera di comunicazione delle
iniziative che intende mettere in atto.
Sarebbe opportuno prevedere sgravi fiscali per chi investe in
aree dismesse, nelle c.d. nuove “isole” industriali.
7. Innovazione e Ricerca
E’ condivisibile che il
ruolo istituzionale della Regione sia quello di stimolo e
promozione delle eccellenze, attraverso progetti di ricerca che
prevedano una collaborazione fra il mondo universitario e mondo
produttivo, facilitando logiche di trasferimento tecnologico.
Ricordiamo che sarebbe necessario prevedere in ogni caso una
suddivisione fra attività di ricerca alta (che preveda
meccanismi di premialità in caso di aggregazione di imprese, di
partecipazione degli Istituti di ricerca e delle Università ai
progetti di ricerca stessi e una inferiore, un’innovazione di
“routine” , quella che serve alle imprese per restare ogni
giorno sul mercato sempre più competitivo e spietato dal punto
di vista della concorrenza; una sorta di innovazione quotidiana
quanto mai fondamentale per le PMI.
Apilombarda ha poi rimarcato l’importanza e la necessità di
sostenere il consolidamento delle imprese attraverso
agevolazioni sugli investimenti in un disegno organico di
razionalizzazione (evitare sovrapposizioni e inteventi
scorrelati) e sinergico tra Enti (come già ben sperimentato con
CCIAA e Provincia). Priorità: innovazione, crescita dimensionale
(patrimoniale ed operativa: anche aggregazioni e trasferimento
di imprese), sviluppo aziendale basati su processi di
ammodernamento ed ampliamento produttivo,
internazionalizzazione.
8. Infrastrutture
L’importanza del tema
infrastrutturale è di tutta evidenza. E’ essenziale per il mondo
produttivo, ma a maggiore ragione per l’intero sistema
regionale, che alla fase lunga dello studio delle grandi
infrastrutture prioritarie, seguano tempi certi nella
realizzazione e nel rispetto delle scadenze. Le aree e le opere
inserite nel DPEFR non possono che trovare la nostra
condivisione. Su questo tema ci si gioca molto della
competitività del sistema lombardo e del sistema
produttivo/lavorativo delle nostre imprese.
PDL Competitività Regione Lombardia
Il progetto di
Legge presentato dalla Giunta regionale alle parti sociali ed
economiche della Regione lo scorso 29 marzo, e che proseguirà il
suo iter nelle commissioni consiliari, è stato commentato dal
Presidente di Apilombarda Rodolfo Anghileri di fronte alla
Giunta regionale presieduta dal Presidente Formigoni. Anghileri
ha rimarcato che “l’inquietudine e la sofferenza che sembravano
aleggiare hanno lasciato spazio ad un percorso di metodo
assolutamente condivisibile che riporta il Tavolo di Segreteria
ed il Patto tout court al suo ruolo di attore e di
elemento costruttivo attorno ai temi sentiti dalle parti
economiche e sociali della nostra Regione, ricordando che per
rispondere al meglio alle necessità di un territorio così
importante come la Lombardia è fortemente necessaria una
collaborazione stretta tra Regione e Associazioni/Organizzazioni
che sono in grado di conoscere le esigenze del tessuto
produttivo in cui operano in modo tale da rendere più proficua
possibile l'allocazione delle risorse disponibili attraverso la
definizione comune di priorità."
Apilombarda ha
espresso un giudizio positivo sul PDL Competitività, giudizio
che si basa sulla bontà dell’impianto sia nelle linee
generali sia negli strumenti indicati. Anghileri ha aggiunto:
“Tra le linee portanti del documento il nostro gradimento non
può non andare ai temi della semplificazione (attraverso uno
snellimento delle procedure di accesso alle agevolazioni e ad
una rapidità di risposta da parte degli organi regionali); degli
sgravi fiscali da praticare soprattutto per chi investe in aree
dismesse e per alcuni aspetti legati all’Irap e all’addizionale
regionale; dell’ Innovazione e ricerca; dell’
Internazionalizzazione”.
Nello specifico:
Semplificazione: "dobbiamo arrivare ad uno snellimento
delle procedure di accesso alle agevolazioni e ad una rapidità
di risposta da parte degli organi regionali. Il numero degli
adempimenti burocratici comporta per tutte le imprese,
soprattutto per quelle piccole e medie, ma anche per i singoli
cittadini, costi elevati, minore efficienza e riduzione della
loro capacità competitiva. Semplificare non costa niente, fa
risparmiare le imprese e aiuta la fiducia. Diventa strategico il
ruolo della Regione nella sua opera di comunicazione delle
iniziative che intende mettere in atto".
Sgravi
Fiscali: "soprattutto per chi investe in aree dismesse e
per alcuni aspetti legati all’irap e all’addizionale regionale.
Già in passato la Regione era intervenuta prevedendo l’esenzione
Irap per il triennio 2003-2005 alle imprese di nuova
costituzione composte prevalentemente da giovani o da donne.
Sarebbe auspicabile la riproposizione di una norma simile,
magari innalzando l’età per avere diritto alle agevolazioni da
30 a 35 anni e rendendo più agevole la modalità di accesso.
Infatti si trattava di agevolazione fiscale riconosciuta con
modalità simili alla concessione di contributi, e quindi, con
fase istruttoria da parte della regione L’incertezza del
contributo non giova alle imprese che hanno necessità di sapere,
già al momento della loro costituzione, se dovranno pagare o
meno l’Irap".
Innovazione e ricerca: "necessarie a mantenere
competitivo il sistema delle imprese. E’ condivisibile che il
ruolo istituzionale della Regione sia quello di stimolo e
promozione delle eccellenze, attraverso progetti di ricerca che
prevedano una collaborazione fra il mondo universitario e mondo
produttivo, facilitando logiche di trasferimento tecnologico.
Necessario sarebbe in ogni caso prevedere una suddivisione fra
un’attività di ricerca alta (che preveda meccanismi di
premialità in caso di aggregazione di imprese, di partecipazione
degli Istituti di ricerca e delle Università ai progetti di
ricerca stessi e una inferiore, un’innovazione di “routine”
quella che serve alle imprese per restare ogni giorno sul
mercato sempre più competitivo e spietato dal punto di vista
della concorrenza; una sorta di innovazione quotidiana quanto
mai fondamentale per le piccole e medie industrie che
rappresentiamo".
Internazionalizzazione: "attraverso la messa in
atto di politiche di sostegno e di accompagnamento delle imprese
per l’accesso al mercato globale dei fattori di produzione e dei
processi produttivi, e non da ultimo misure che favoriscano
l’attrazione degli investimenti esteri. Anche in altre
circostanze è stata richiamata l’importanza di ricercare e
razionalizzare gli strumenti finanziari già esistenti a sostegno
delle PMI che si internazionalizzano, o che già operano sui
mercati esteri. Spesso le PMI, pur animate da intenzioni verso i
mercati esteri, non dispongono di risorse umane adeguate, donde
la necessità di predisporre strumenti tipo il progetto Spring
che andrebbe rivisto in un’ottica di miglioramento, nell’ambito
di un coordinamento più efficace tra Università, Camere di
Commercio ed Istituti Linguistici. Le fiere vanno viste in tale
ottica, soprattutto quelle di settore, per le quali andrebbero
previsti interventi agevolativi. Riteniamo e condividiamo che la
sfida della globalizzazione e della concorrenza si potrà vincere
soltanto predisponendo strumenti che favoriscano l’innovazione
di processo e di prodotto. L’orientamento cui deve rivolgersi
tutta l’azione degli organismi regionali a nostro parere deve
essere quella di contribuire con tutti i mezzi di cui disporrà
alla crescita delle PMI. Mettere in condizione le PMI di giocare
anch’esse un ruolo strategico di più ampio respiro anziché
essere sempre costrette come sono a rincorrere modesti e
temporanei vantaggi come la delocalizzazione e la compressione
dei costi".
Il Presidente di Apilombarda ha poi sottolineato l'importanza
del capitolo dei Distretti che rappresentano l'elemento
distintivo e invidiato dello Sviluppo lombardo e nazionale:
"Sarà fondamentale coordinare la regolamentazione regionale con
quella nazionale di recente emanazione e trovare soluzioni atte
a rafforzare le forme di aggregazione, fusione e integrazione
delle imprese, anche attraverso la creazione di reti di
imprese".
In chiusura
Anghileri ha segnalato due temi, uno di carattere generale e uno
di carattere tecnico.
Il primo riguarda
la preoccupazione manifestata dalla Regione Lombardia e
condivisa da Apilombarda sulla prossima programmazione
comunitaria 2007-2013. A questo proposito Apilombarda ha
suggerito l’ipotesi di prevedere delle sedute ad hoc sui Fondi
Strutturali visto il tema delicato e la complessità della
materia; questo nell’ottica di un’azione congiunta Regione-Parti
sociali in una partita dai risvolti sociali ed economici
importantissima.
Il secondo tema
invece riguarda il capitolo relativo al "recupero aree
dismesse". Apilombarda si augura che lo scopo della norma
sia quello di recuperare aree e non di espropriarle nell'ottica
di un progetto nel quale vengono attuati gli strumenti atti a
incentivare e ad attuare il recupero dell'area e della proprietà
nell'interesse del territorio.
Prossimi
appuntamenti importanti nei confronti della Regione Lombardia
sono rappresentati dalla presentazione del Progetto di Legge
Mercato del Lavoro e del PDL Sistemi educativi.
Il piano
Formazione Continua del Sistema Apilombarda vince la graduatoria
regionale
Il bando di Regione
Lombardia da 32 milioni di euro destinati alle imprese
attraverso la legge 236/93 ha premiato il piano Formazione del
Sistema Apilombarda. Il progetto Apilombarda, che approfondirà
la tematica della formazione continua e che ha per titolo “PMI e
Formazione, il motore della competitività” si è classificato al
primo posto della graduatoria, e prevede 11.000 ore di
formazione per un valore complessivo di 1 milione e 700mila
euro. Globalmente sono stati 30 i progetti ammessi al
finanziamento. Le Api territoriali potranno gestire per le
proprie imprese associate migliaia di ore di formazione
riservate alla formazione continua dei propri dipendenti da
erogarsi attraverso corsi a catalogo o corsi specifici da
svolgersi in azienda (in questo caso con un minimo di 6
partecipanti per singolo corso). Grazie alla formazione si vuole
fornire al sistema aziendale una miglioramento in termini di
vantaggio competitivo e capacità di innovazione nel mercato e
nella ricerca di nuovi prodotti.
|